venerdì 23 ottobre 2015

Corso di Riflessologia Plantare a CHIVASSO

Il corso della durata di 8 lezioni con orario 21-23  si terrà presso la sede dell’ Arci Zeta
Campus Associazioni, Casetta Numero 1, Via Baraggino, 10034 Chivasso To.
Costo   euro 100 a persona
Data inizio corso lunedì  9 novembre 2015
Chiusura iscrizioni  giovedì 5 novembre 2015



I piedi sono le nostre radici,le nostre fondamenta sono il nostro primo punto vitale e riassumono in sé
un’ infinità di prerogative delle quali ci accorgiamo solo quando,a causa di un dolore,viene a mancare la libertà di movimento.
Questo condiziona l'uomo in quanto il movimento è libertà e la libertà è vita.
Il nostro organismo è composto di vari apparati : muscolare,digestivo,nervoso,circolatorio ecc.
E' sbalorditivo apprendere che c'è una zona del piede in rapporto con ognuno di questi apparati,e che il loro massaggio dona sollievo all'apparato corrispondente.
 Per info : 3479823297  Marco 


martedì 31 marzo 2015

Te lo leggo negli occhi IRIDOLOGIA & NATUROPATIA

Venerdì 24 aprile 2015 ore 21, presso SALA CONSIGLIARE in Piazza della Chiesa  CHIVASSO 


















Associazione ARCI ZETA presenta, un appuntamento con SALUTE e BENESSERE,
Mercoledi 24 aprile 2015 ore 21, presso SALA CONSIGLIARE in Piazza della Chiesa
Serata tematica IRIDOLOGIA e NATUROPATIA: “Te lo leggo negli occhi“
L'iridologia è un metodo di analisi, non diagnostico, che permette l'osservazione del terreno, cioè delle predisposizioni ad alterazioni funzionali ed organiche di ogni individuo.
Nel corso della serata verranno trattati diversi argomenti: l’importanza della prevenzione, l’approccio naturopatico alla persona, la naturopatia in famiglia, cosa si nasconde dietro un sintomo e quali rimedi utilizzare.
Presentazione a cura di Marco Leone ( Naturopata – Iridologo )
Per informazioni: cell. 3479823297, e-mail marco@naturandia.it



giovedì 4 dicembre 2014

Regala BENESSERE

PER NATALE REGALA BENESSERE 



Un dono utile e sano per prenderti cura delle persone che ami.
Puoi scegliere un trattamento a tua scelta fra:
- Riflessologia Plantare
- Shiatsu
- kinesiologia
Verrà consegnato un biglietto d'auguri contenente il buono per il trattamento e una descrizione nel caso il destinatario non conoscesse la tecnica.
Per info 3479823297 Marco L

lunedì 1 dicembre 2014

10 dicembre 2014 a SAINT VINCENT

27 gennaio 2014 
Consulenze Naturopatiche - Iridologiche
trattamenti : Shiatsu- Riflessologia Plantare - Kinesiologia 
Saint-Vincent (AO)
Fraz. Les Moulins, 25
per info e prenotazioni 
Marco Leone cel 3479823297

domenica 30 novembre 2014

Una volta facevano cosi.......


ARTRITE – ARTROSI
tratto dal mio libro
" Doni di Madre Terra "  Ed Araba Fenice 


Il nostro amico Giorgio
I rimedi rinvenuti erano i più svariati e prima di ricorrere al medico ci si curava con un po’ di tutto: punture di api, lana vergine, grappa,grasso, erbe o anche semplicemente il calore.
 Ecco un rimedio utilizzato in Valle d’Aosta per i dolori causati dall’artrosi.
 Coricarsi sul fieusin tsat ovvero quella parte di fieno sminuzzato che rimane nella mangiatoia o al fondo dei fienili.
 Come fare? Occorreva ungere un paiolo con del lardo, riempirlo di quel fieno tritato e farlo scaldare ben bene su fiamma o brace. 
Versarlo poi su una coperta e, dopo essersi frizionati con del grasso, avvolgersi bene al caldo.
 L’impiego dell’adipe di vari animali domestici o selvatici era assai diffuso soprattutto in merito ai dolori artritici o ai traumi.
 Il grasso, in realtà, non aveva una vera e propria funzione terapeutica, era soltanto un vettore cui venivano aggiunti elementi vegetali dotati di principi attivi curativi.
 In Val Chisone si usava il grasso di maiale (sugna) che veniva pestato in un mortaio con l’assenzio fino ad ottenerne una crema utilizzata come impacco sulla parte dolorante.
 Se vi erano versamenti di liquido a livello articolare, oltre all’assenzio, si utilizzavala verbena.

Per i dolori, in Val Germanasca c’era l’arnica (tabacàs) che si metteva a friggere con l’olio poi si ungeva uno straccio e si faceva un impacco.
C’era anche la pece, quella che usava il calzolaio, in Val Chisone.
La facevano ammorbidire sulla stufa e poi ne facevano un impiastro. 
Anche il grasso della simpatica marmotta trovava impiego assai frequente nella farmacopea popolare. 
Esso, infatti, veniva considerato un vero e proprio toccasana nei confronti di artrosi e sciatalgie.
Circa il grasso di marmotta circolava anche una curiosa credenza, che ne rendeva alquanto problematico l’utilizzo, si racconta che: “se uno si rompeva un osso in un punto in cui era stato spalmato di grasso di marmotta non sarebbe più guarito” (signora Elva, classe 1928). 
In Val di Champorcher era molto utilizzata una compressa (pedzun in patois).
 Ecco come veniva preparata: si raccoglieva resina di abete e pino, la si posava su uno straccio di canapa
mescolandola con sugna rancida, il tutto veniva poi riscaldato sulla stufa e quando era ben amalgamato si aggiungeva un po’ di  grappa e si metteva sulla parte dolorante, quando la compressa si staccava si era guariti.
 Fra le erbe selvatiche utilizzate per curare l’artrite e l’artrosi ricordiamo: il sambuco, il sedano, il ginepro, la camomilla e soprattutto l’ortica. 
Dal punto di vista della prevenzione ecco quali erano i principali consigli: 
non stare a lungo seduti o coricati su terreno o erba bagnati; non indossare biancheria umida d’inverno; dopo essersi lavati alla fontana, ungersi bene le mani con la sugna e scaldarsi vicino al fuoco ottenuto bruciando qualche rametto di ginepro o lauro; non fermarsi all’ombra quando si è sudati dopo un lavoro pesante.

Tratto da 
Doni di Madre Terra 
Medicina Popolare del Piemonte e valle d'Aosta 


giovedì 27 novembre 2014

Calendula officinalis L.

Calendula
Calendula officinalis L.
Tratto dal mio libro 
"Doni di Madre Terra "  Ed. Araba Fenice 



Nomi popolari: caléndula, sitrunela,cortesia, souciye
Proprietà: antisettiche, cicatrizzanti
Impiego terapeutico: geloni, ulcere, dermatosi,eritemi da pannolino
Principi attivi: flavonoidi, tannini, sostanze amare,mucillaggine
Parte utilizzata: fiori e foglie
Curiosità: si narra che “se i suoi fiori non sono apertinalle 7 del mattino pioverà di certo nella giornata”
Raccolta: primavera – estate in piena fioritura
Conservazione: le sommità fiorite si seccano all’ombra
PER LA SALUTE
Uso esterno: tintura, decotto, unguento di fiori e foglie.
PER TRATTAMENTI DI BELLEZZA
Le foglie hanno proprietà callifughe (devono essere applicate fresche).
L’infuso si prepara con 50 g di fiori in un litro d’acqua. È ottimo come lozione
per pelli delicate e arrossate. Lo stesso infuso versato nell’acqua del
bagno ha un effetto ammorbidente e decongestionante della pelle.
IN CUCINA
Aceto alla calendula: mondate con cura i fiori, metteteli a essiccare al sole
per 10 giorni; dopodiché immergeteli in un vaso a chiusura ermetica ricoperti
di aceto, lasciandoli riposare per 40 giorni. Filtrate e imbottigliate.
Ottimo per condire ogni genere di insalate

Tratto da : Doni di Madre Terra 
                 Medicina popolare del Piemonte e Valle d'Aosta
                 ed Araba fenice