domenica 30 novembre 2014

Una volta facevano cosi.......


ARTRITE – ARTROSI
tratto dal mio libro
" Doni di Madre Terra "  Ed Araba Fenice 


Il nostro amico Giorgio
I rimedi rinvenuti erano i più svariati e prima di ricorrere al medico ci si curava con un po’ di tutto: punture di api, lana vergine, grappa,grasso, erbe o anche semplicemente il calore.
 Ecco un rimedio utilizzato in Valle d’Aosta per i dolori causati dall’artrosi.
 Coricarsi sul fieusin tsat ovvero quella parte di fieno sminuzzato che rimane nella mangiatoia o al fondo dei fienili.
 Come fare? Occorreva ungere un paiolo con del lardo, riempirlo di quel fieno tritato e farlo scaldare ben bene su fiamma o brace. 
Versarlo poi su una coperta e, dopo essersi frizionati con del grasso, avvolgersi bene al caldo.
 L’impiego dell’adipe di vari animali domestici o selvatici era assai diffuso soprattutto in merito ai dolori artritici o ai traumi.
 Il grasso, in realtà, non aveva una vera e propria funzione terapeutica, era soltanto un vettore cui venivano aggiunti elementi vegetali dotati di principi attivi curativi.
 In Val Chisone si usava il grasso di maiale (sugna) che veniva pestato in un mortaio con l’assenzio fino ad ottenerne una crema utilizzata come impacco sulla parte dolorante.
 Se vi erano versamenti di liquido a livello articolare, oltre all’assenzio, si utilizzavala verbena.

Per i dolori, in Val Germanasca c’era l’arnica (tabacàs) che si metteva a friggere con l’olio poi si ungeva uno straccio e si faceva un impacco.
C’era anche la pece, quella che usava il calzolaio, in Val Chisone.
La facevano ammorbidire sulla stufa e poi ne facevano un impiastro. 
Anche il grasso della simpatica marmotta trovava impiego assai frequente nella farmacopea popolare. 
Esso, infatti, veniva considerato un vero e proprio toccasana nei confronti di artrosi e sciatalgie.
Circa il grasso di marmotta circolava anche una curiosa credenza, che ne rendeva alquanto problematico l’utilizzo, si racconta che: “se uno si rompeva un osso in un punto in cui era stato spalmato di grasso di marmotta non sarebbe più guarito” (signora Elva, classe 1928). 
In Val di Champorcher era molto utilizzata una compressa (pedzun in patois).
 Ecco come veniva preparata: si raccoglieva resina di abete e pino, la si posava su uno straccio di canapa
mescolandola con sugna rancida, il tutto veniva poi riscaldato sulla stufa e quando era ben amalgamato si aggiungeva un po’ di  grappa e si metteva sulla parte dolorante, quando la compressa si staccava si era guariti.
 Fra le erbe selvatiche utilizzate per curare l’artrite e l’artrosi ricordiamo: il sambuco, il sedano, il ginepro, la camomilla e soprattutto l’ortica. 
Dal punto di vista della prevenzione ecco quali erano i principali consigli: 
non stare a lungo seduti o coricati su terreno o erba bagnati; non indossare biancheria umida d’inverno; dopo essersi lavati alla fontana, ungersi bene le mani con la sugna e scaldarsi vicino al fuoco ottenuto bruciando qualche rametto di ginepro o lauro; non fermarsi all’ombra quando si è sudati dopo un lavoro pesante.

Tratto da 
Doni di Madre Terra 
Medicina Popolare del Piemonte e valle d'Aosta 


giovedì 27 novembre 2014

Calendula officinalis L.

Calendula
Calendula officinalis L.
Tratto dal mio libro 
"Doni di Madre Terra "  Ed. Araba Fenice 



Nomi popolari: caléndula, sitrunela,cortesia, souciye
Proprietà: antisettiche, cicatrizzanti
Impiego terapeutico: geloni, ulcere, dermatosi,eritemi da pannolino
Principi attivi: flavonoidi, tannini, sostanze amare,mucillaggine
Parte utilizzata: fiori e foglie
Curiosità: si narra che “se i suoi fiori non sono apertinalle 7 del mattino pioverà di certo nella giornata”
Raccolta: primavera – estate in piena fioritura
Conservazione: le sommità fiorite si seccano all’ombra
PER LA SALUTE
Uso esterno: tintura, decotto, unguento di fiori e foglie.
PER TRATTAMENTI DI BELLEZZA
Le foglie hanno proprietà callifughe (devono essere applicate fresche).
L’infuso si prepara con 50 g di fiori in un litro d’acqua. È ottimo come lozione
per pelli delicate e arrossate. Lo stesso infuso versato nell’acqua del
bagno ha un effetto ammorbidente e decongestionante della pelle.
IN CUCINA
Aceto alla calendula: mondate con cura i fiori, metteteli a essiccare al sole
per 10 giorni; dopodiché immergeteli in un vaso a chiusura ermetica ricoperti
di aceto, lasciandoli riposare per 40 giorni. Filtrate e imbottigliate.
Ottimo per condire ogni genere di insalate

Tratto da : Doni di Madre Terra 
                 Medicina popolare del Piemonte e Valle d'Aosta
                 ed Araba fenice

mercoledì 30 ottobre 2013

Un passo tira l'altro

Ciao a tutti 
vi invito a visitare il mio nuovo sito dedicato interamente  al fitwalking
clicca :
Un passo tira l'altro

domenica 28 aprile 2013

Cos'è il fitwalking ?




Maurizio Damilano, è stato l’ideatore e il promotore del Fitwalking in Italia, con il fratello Giorgio e con amici del mondo della marcia. Maurizio Damilano è uno dei campioni più riconosciuti per i risultati sportivi ottenuti. Campione olimpico (1980) e due volte Campione del Mondo (1987-1991) nella specialità della marcia, di cui ancor oggi è leader quale presidente del Race Walking Committee della Federazione Mondiale.

Maurizio Damilano ha fatto sue, in questi anni, le massime conoscenze sul mondo del camminare e del camminare sportivo, in modo particolare.
- Il Fitwalking è un'attività sportiva adatta a tutti.
- Fitwalking è “ l’arte del camminare”: semplice ma non banale.

Attività che spesso ha avuto un'immagine sottostimata, oggi tale immagine sta gradualmente convertendosi in quella che è la reale forza del Fitwalking: Lo sport del benessere e della Salute per eccellenzza.

Il Fitwalking è un’attività fisica:
- adatta a tutti
- per tutte le età
- non traumatica

Praticare sportivamente il cammino fitwalking ha molti vantaggi dal punto di vista fisico e mentale:
- E’ un’attività dimagrante.
- Favorisce l’acquisizione ed il mantenimento di un ottimo tono muscolare
- E`un ottimo antistress.
- Aiuta a combattere ansia e depressione.
-Aiuta a ritrovare o rafforzare la fiducia in se stessi.
- E’ considerato una delle migliori attività motorie per la prevenzione di molte malattie.
- Dopo un mese di attività costante si noterà che il peso corporeo inizierà a calare, migliorerà l’umore, si percepirà maggior benessere, si riposerà meglio, inizieranno a regolarsi i centri della fame e della sazietà, si ridurrà la pressione arteriosa (se sei iperteso).
- La pratica del Fitwalking è molto utile e consigliata anche per l’osteoporosi, perché favorisce il mantenimento del tono muscolare e di conseguenza della trazione che i muscoli esercitano sulle ossa. Diversi studi hanno provato che hanno una notevole incidenza , sul mantenimento della massa minerale ossea, le trazioni esercitate dai muscoli e la forza di gravità.
- Camminare apporta indubbi vantaggi per la salute, in modo particolare per il diabetico di tipo II, non insulino trattato.
Per info corsi : Marco 3479823297


foto Luca Ghigliano